La Roma Antica, i Caetani e le Signorie del Medioevo

Cicerone racconta della Villa di Marco Antonio nel suo “De Oratore”, una sontuosa opera patrizia la cui presenza riecheggia nel nome della Tenuta Antoniana, ultima tappa a sud delle Tenute di Carpineti Terrae. 

La storia della Tenuta Antoniana è legata al vino Cecubo, vino amato da imperatori, poeti e contadini. Il nome ‘Cecubo’ significa letteralmente ‘il vino dei ciechi’, reso celebre da Appio Claudio Cieco, censore romano non vedente che diede il nome al vino Cecubo e anche all’Appia Antica, che costeggia la Tenuta Antoniana. 

Nella Tenuta Antoniana sono state ritrovate le tracce selvatici di Cecubo tra le folti pinete e le pure rocce calcaree, a conferma di questa presenza storica. Hanno così ispirato una nuova ricerca dei vitigni antichi, e la produzione di queste uve da parte della Famiglia Carpineti.

Lasciando la Via Francigena dal tratto dell’Appia Antica, si va verso l’alto su un’ampia conca di montagna, ricca di acque sorgive, disseminate di antichi pozzi romani e con un lago artificiale di inizio Novecento al centro. Dall’alto, si osserva, come su di un terrazzo, il Mar Tirreno e la fertilissima pianura, Ventotene e le isole gemelle, fin quasi a toccare con mano il Circeo. 

La Tenuta Antoniana è all’incrocio di tre borghi straordinari: Bassiano, Sermoneta e Sezze. Se si sale sulla quercia secolare che dà sulle vigne, si vede da lontano, come osservatori della civiltà, l’affaccendarsi della pianura pontina, la bellezza dei borghi vicino Roma, le fonti di acqua sorgiva da cui si abbevera il bestiame che pascola liberamente. 

All’interno della Tenuta Antoniana si trova la Torre dell’Acquapuzza che sorveglia la nascita del Fiume Cavata e le pianure sottostanti della località Tufette ricche di acqua sulfurea. Ancor prima, sorgeva il Castrum di Acquaputrida, abbandonato, e che contribuì al rafforzamento di Bassiano, di proprietà di Lucio Settimio Bassiano, nome di nascita dell’imperatore Caracalla.

Bastione medievale della Via Romana Vecchia, la Torre dell’Acquapuzza rappresenta infine i resti dell’epoca di splendore delle signorie nel Medioevo. Infatti, la Torre dell’Acquapuzza era controllata dalla potentissima famiglia dei Caetani di Sermoneta, proprietaria delle Terre di Cisterna e di Ninfa. 

 La Torre era una dogana medievale di cruciale importanza, in grado di controllare i traffici commerciali, finanche gli eserciti che si muovevano tra Roma e il Sud. L’imperatore Carlo V, di ritorno dalla Tunisia con le sue truppe, fu bloccato dai Caetani di Sermoneta proprio per la chiusura del Passo della Torre di Acquapuzza. 

In quel tempo, il tratto dell’Appia Antica tra Roma e Terracina era inabissato nella palude, per cui l’unica alternativa ai movimenti era la Via Appia Pedemontana, che fece la fortuna di Ninfa e di Sermoneta. Oggi la Torre dell’Acquapuzza è punto affascinante del cammino della Via Francigena verso Roma e rifugio extraordinaire per i gufi.

Il labirinto di vigna, tra storia e paesaggio

La Tenuta Antoniana è una riserva di oltre quattrocentocinquanta ettari cucita insieme dagli antichi tratturi della transumanza che si incrociano nella vallata principale e che conducono ad un luminoso piano di filari di vigna, disposti a formare un labirinto, simbolo voluto e realizzato dalla Famiglia Carpineti e che si muove come una galassia all’interno di un luogo fatato e misterioso.

Protagoniste di questo insolito, unico e originale labirinto di tre ettari sono le varietà antiche di uva come Abbuoto (Cecubo), Bellone e Nero Buono allevate secondo metodi di agricoltura biologica e biodinamica. La vigna della Tenuta Antoniana è il cuore della bellezza di un’oasi naturale intatta, nascosta nell’anima della montagna.

Tenuta Antoniana: più di un vigneto

Tenuta Antoniana è più di un vigneto. È l’unione di tutti i sensi che si muovono in un parco che mette insieme elementi naturali selvaggi, vigna, e l’onnipresenza della storia antica. La biodiversità della Tenuta Antoniana sta nella combinazione unica di boschi lussureggianti, di pascoli di montagna, di sentieri battuti dai pastori e di acqua sorgiva abbondante.  

Sarà così possibile per i visitatori vivere una nuova dimensione della produzione, tutta da esplorare, a metà tra esperienza e avventura, a metà tra natura e la valorizzazione di un luogo unico in cui le uve esprimono la propria pienezza. 

Tenuta Antoniana è poi un parco agricolo di sperimentazione di grani antichi, di salvaguardia di alberi d’ulivo ultrasecolari, colture messe a rotazione, benessere animale, secondo agricoltura biodinamica. Così Carpineti Terrae abbraccia con Tenuta Antoniana la sfida verso un futuro verde e sostenibile.

Vini della Tenuta Antoniana

Vini che nascono su un altopiano di vigna a forma di labirinto in un luogo incantato, con ampie escursioni termiche. Le uve della Tenuta Antoniana danno equilibrio ai migliori vini della produzione dell’etichetta a marchio Marco Carpineti.